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T.A.R. Veneto, Sez. II, sentenze nn. 345-346-347/2019 - GIUDIZIO DI OTTEMPERANZA: OBBLIGO DEL COMUNE DI FARRA DI SOLIGO DI PORRE IN ESSERE TUTTI GLI ADEMPIMENTI PER IL PAGAMENTO DI QUANTO DOVUTO A TITOLO DI INDENNITA’ DI OCCUPAZIONE E DI ESPOROPRIO. IN CA


GIUDIZIO DI OTTEMPERANZA: OBBLIGO DEL COMUNE DI FARRA DI SOLIGO DI PORRE IN ESSERE TUTTI GLI ADEMPIMENTI PER IL PAGAMENTO DI QUANTO DOVUTO A TITOLO DI INDENNITA’ DI OCCUPAZIONE E DI ESPOROPRIO. IN CASO DI ULTERIORE INADEMPIMENTO PROVVEDA IL PREFETTO DI TREVISO IN LUOGO DEL COMUNE.

 (TAR Veneto, Sez. II, nn. 345/2019, 346/2019, 347/2019)

TAR Veneto Sez. II^, nn. 345/2019, 346/2019 e 347/2019 del 20.03.2019, che definitivamente decidono i numero quattro ricorsi presentati dagli espropriati del Comune di Farra di Soligo per la realizzazione dei due P.I.P. in quel di Soligo e di Col San Martino, iniziata nel lontano 1999, con l’occupazione d’urgenza ed espropriazione di fondi edificabili ad uso produttivo, in aree a vocazione agricola con destinazione prosecco doc.

Il TAR del Veneto ha accolto integralmente i citati ricorsi d’ottemperanza ed ha dichiarato l’obbligo del Comune di Farra di Soligo di dare integrale esecuzione al giudicato derivante alle tre sentenza della Corte d’Appello del 2013/2014, confermate da altrettante sentenze della Corte Suprema di Cassazione.

Afferma il TAR Veneto la manifesta infondatezza delle eccezioni sollevate dal Comune per non indennizzare i privati, affermando, da un lato, di aver assunto tutte le iniziative necessarie per il recupero coattivo nei confronti dei concessionari e delle loro banche o assicurazioni garanti delle somme e, dall’altro, di aver avuto difficoltà di pagamento collegata a vincoli normativi di bilancio comunale, quali ad esempio il patto di stabilità.

Ordina, così il Giudice Amministrativo allo stesso Comune di porre in essere “tutti gli adempimenti” occorrenti per il pagamento di quanto dovuto, più gli interessi legali, entro novanta giorni dalla pubblicazione della sentenza (pari ad oltre € 9.000.000,00= circa in totale), non costituendo legittima causa di impedimento “l’esaurimento dei fondi di bilancio o la mancanza di disponibilità di cassa”.

Qualora non adempisse entro tale termine, viene disposta la nomina del Commissario ad acta nella persona del Prefetto di Treviso che, entro il termine di centottanta giorni, provvederà a compiere “tutti gli atti necessari per il pagamento della spesa nonché al reperimento materiale delle somme anche mediante stipulazione di mutui e prestiti”.

Viene pure condannato il Comune al pagamento delle spese e, come eccezionale capo autonomo di disposizioni giurisdizionali, ordinata anche la trasmissione delle sentenze e degli atti del giudizio alla Procura Regionale della Corte dei Conti.

Pure essendo i privati soddisfatti dal conseguito giusto indennizzo espropriativo, in attuazione dei principi fondamentali dettati dalla Corte di Giustizia Europea e dalla Corte Costituzionale di “serio ristoro”, come recepiti soltanto nel 2007 nella corrispondente legge statale finanziaria, resta una grande amarezza per aver conseguito la tutela della loro proprietà, da cui traevano sostentamento familiare, soltanto dopo un ventennio di complessi giudizi per opposizione ed inadempimento dell’Amministrazione Comunale.

 

 



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