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Cons.St., Sez.IV,n.2324/15- IMPRENDITORI- MEDESIMO BACINO COMMERCIALE- IMPUGNAZIONE AUTORIZZAZIONI COMMERCIALI E PETROLIFERE


Quando gli imprenditori che appartengono al medesimo bacino commerciale possono impugnare le autorizzazioni commerciali e petrolifere.

 

La quarta Sezione del Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, con la sentenza n. 2324 del 7 maggio 2015 si è pronunciata in merito ad una interessante questione relativa alla realizzazione di una nuova stazione per la distribuzione di carburanti, con annesso fabbricato destinato ad attività commerciali, aperta in vicinanza di altra stazione di rifornimento.

In via preliminare, il Consiglio di Stato ha avuto modo di soffermarsi sulla nuova definizione di rapporto di vicinitas, in particolare perchè vi sarebbe stata carenza di legittimazione ad agire dell’imprenditore commerciale viciniore.

Così è stato affermato che “ la vicinitas in senso spaziale deve invece essere trasferita nell’ambito della nozione di bacino commerciale, ossia dell’area in cui si dispiega l’influenza economica del concorrente ed è quindi idonea ad incidere sulle posizioni di mercato del controinteressato. In questo settore la rilevanza della posizione del ricorrente si rapporta all’interesse ad un regolare svolgimento della concorrenza, tale da non ledere illegittimamente la posizione di un altro operatore nel proprio settore di mercato”. Non sarebbe sufficiente la mera allocazione su un diverso asse viario ad elidere il concetto di bacino di utenza che legittima a proporre il ricorso.

In particolare è necessario considerare quanto affermato dall’art. 1, c. 2, del D. Lgs. 32/1998 che in tema di razionalizzazione di sistema di distribuzione carburanti stabilisce che l’autorizzazione del Comune è necessaria per aprire una stazione di questo tipo ed è subordinata “esclusivamente” alla verifica della conformità alle disposizioni del piano regolatore, alle prescrizioni fiscali e di sicurezza sanitaria, ambientale e stradale ed alle disposizioni dei beni culturali nonché alle norme di indirizzo delle Regioni.

Vi è allora un unico momento di valutazione complessivo dell’impatto della nuova opera: è una procedura globalizzante che non presta rilevanza alle diverse scansioni temporali date dalle dinamiche interne alle diverse amministrazioni interessate. Pertanto nel caso di specie essa ha avuto inizio correttamente con la presentazione dell’istanza di autorizzazione e del permesso a costruire anche se non era stata rilasciata contestualmente l’autorizzazione comunale agli accessi stradali dal “Terraglio”.



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